Intervista a Luciana Codispoti - LUCIANACODISPOTI

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Comunicazione e Respiro.
Noi non abbiamo un corpo, noi "siamo" il nostro corpo.

di Luca Papperini  (Per la rivista   Persone & Conoscenze - n.73,  ottobre  2011)

 

In queste due frasi si potrebbe sintetizzare il lavoro di Luciana Codispoti.
Il suo metodo didattico è un po’ fuori dagli schemi, attrice e formatrice, si avvale della preparazione ed esperienza teatrale come contributo pregnante e concreto nella formazione aziendale. “Nasco come attrice, una professione che tuttora esercito –dice Luciana– e mi dedico con sempre più passione alla formazione da quando ho scoperto che i due lavori, i due profili professionali, possono integrarsi e arricchirsi a vicenda”.
Dopo aver recitato e tenuto corsi di espressione corporea, linguaggio del corpo, educazione vocale e arte della narrazione in Italia e all’estero, circa dieci anni fa ‘debutta’ nella formazione aziendale quasi per caso, mettendo a frutto le sue capacità come comunicatrice e docente in ambito teatrale.
Scopre quanto bisogno ci sia in azienda di integrare ed equilibrare le attività della mente e del corpo e quanto sia potente ed efficace connettere queste attività: mettere in relazione la respirazione con la comunicazione; migliorare le relazioni per costruire il benessere nel contesto organizzativo; articolare i timbri, i colori e i ritmi della voce per valorizzare l’espressività; utilizzare l’improvvisazione teatrale per accrescere la velocità, sviluppare la creatività e l’intelligenza emotiva. Sono nati così i diversi corsi di: Public Speaking, Comunicazione efficace, Gestione dello Stress e Benessere in azienda, Team Building, Leadership influente, Problem solving, Teatro d’Impresa.

 

Se faccio, comprendo “La mia metodologia – racconta Luciana Codispoti – lavora sul riconoscimento delle proprie capacità e sulla consapevolezza di sé e usa la pratica del fare come strumento per raggiungere gli obbiettivi. Perché solo attraverso ‘il fare’, attraverso l’azione concreta, le persone riescono a lavorare effettivamente su di sé, a valorizzare le proprie qualità, a scoprire potenziali, a superare i propri limiti”.
Nei laboratori esperienziali proposti da Luciana Codispoti le persone imparano rapidamente a comunicare respirando, e respirando imparano a gestire ansia e stress e a sostenere ritmi veloci di lavoro in modo efficace; migliorano anche l’espressività e la capacità di comunicare, e sviluppano una maggiore qualità delle relazioni interpersonali e degli scambi che contribuisce ad un buon clima nel team. Considerando le tante ore al giorno passate sul posto di lavoro, quattro, otto, dieci, dodici… è chiaro che il lavoro diventa parte fondamentale della vita stessa delle persone, una parte della vita in cui non si può rinunciare ad esprimere se stessi. La persona con le sue competenze relazionali e comportamentali, specifiche del suo modo di essere, fa parte integrante dell’organizzazione. Tali peculiarità appartengono all’individuo, prima ancora che al ruolo svolto in azienda.
È perciò fondamentale che gli individui riconoscano e sviluppino le loro specificità, perché se sono al meglio di se stessi anche l’azienda potrà avvantaggiarsi di più del loro contributo. È più vantaggioso, sia per gli individui sia per l’organizzazione, sostituire alla ‘fissità delle maschere’ di ruolo, che impoveriscono le relazioni, la plasticità e mobilità delle innumerevoli espressioni individuali. Quanta ricchezza e quante potenzialità si scoprono nei laboratori di improvvisazione e rappresentazione. Ci si sorprende tutti di riuscire a superare vincoli impliciti, di permettersi libertà che danno un senso di fiducia reciproca, di condivisione. Paradossalmente lavorare sull’individualità solidifica il gruppo!
Luciana Codispoti ha da tempo avviato percorsi di formazione per il personale di grandi aziende italiane, tra cui Enel e Italferr, società del Gruppo Ferrovie dello Stato. “Con Enel University, società di formazione di Enel, sto lavorando molto bene, da più di 5 anni, si è instaurata una fattiva e piacevole intesa, abbiamo organizzato oltre a corsi di public speaking, comunicazione efficace e team building, corsi sul benessere in azienda e sulla gestione dello stress usando una metodologia innovativa che è stata molto apprezzata. Questa metodologia riporta l’attenzione sulla centralità del corpo e sulla necessità di un’integrazione mente-corpo. Risulta molto piacevole ed efficace, perché offre ai partecipanti strumenti formativi con un riscontro immediato nella pratica. Spesso i risultati vanno oltre le aspettative, sono sorprendenti” argomenta Luciana sorridendo.
Con Italferr invece la Codispoti ha organizzato un evento per celebrare il lavoro degli ingegneri nella progettazione della linea ad ‘alta velocità’ TAV, usando la tecnica dell’improvvisazione teatrale. “Sono stati proprio loro gli autori delle scene e dei testi che hanno poi interpretato sul palcoscenico” dice. Grazie alla rappresentazione teatrale gli ingegneri sono riusciti a raccontare la loro esperienza associando a ogni fase del progetto 'alta velocità' un'emozione diversa e mettendola poi in scena.
"Quando viene rappresentato il proprio lavoro tutti si sentono protagonisti. Il vero valore aggiunto si ha nel momento in cui le persone decidono davvero di condividere le proprie esperienze ed emozioni. Quando ciò avviene si tocca uno dei momenti più alti e completi di comunicazione” sostiene Luciana.

L’ascolto del corpo per un lavoro più sicuro
I progetti sul Teatro d’impresa con Italferr continuano. Luciana, in collaborazione con un gruppo di attori, è al lavoro su un progetto di spettacolo teatrale che ha come tema la sicurezza sul posto di lavoro. Un problema che ancora oggi in Italia è spesso sottovalutato dagli stessi lavoratori. Ecco riemergere qui la funzione del corpo come termometro del nostro stato di benessere (o malessere) sul luogo di lavoro.
“L’obiettivo del progetto sulla sicurezza è quello di riconoscere i segnali che il corpo ci dà e valorizzarli a nostro vantaggio. Il linguaggio complesso e articolato del corpo ci informa sempre sul nostro stato di salute ed equilibrio. Il problema è che spesso noi non lo sappiamo ascoltare o non gli diamo la giusta attenzione, lo sottovalutiamo”. Soprattutto quando non percepiamo adeguatamente i livelli di stanchezza e pretendiamo performance elevate senza pause rigeneranti oppure quando siamo in uno stato di tensione costante e non ci concediamo momenti di allentamento delle tensioni. Lo stato di allerta prolungato è rischioso, perché impedisce una buona integrazione mente-corpo e offusca la lucidità di reazione e decisione.
“La sicurezza come concetto è un qualcosa che dobbiamo ancora assimilare –commenta Luciana– e per fare ciò occorre diffondere una cultura della responsabilità che riguarda la propria sicurezza e quella dei colleghi. Sentirsi inseriti in una buona rete di comunicazione e di scambio comunicativo è certamente una fonte importante di sicurezza”.

 

Benessere e gestione dello stress
Quello del benessere è un tema caldo per le organizzazioni, tanto più che dal 31 dicembre 2010 è scattato l’obbligo a carico dei datori di lavoro di effettuare la valutazione del rischio da ‘stress lavoro-correlato’. Tale rischio di stress è definito dal Ministero del Lavoro come “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”. Naturalmente non basta una legge per garantire ai dipendenti una vita sana e gratificante, così come non bastano le misure adottate dalle aziende. Ci vuole anche un lavoro di consapevolezza su di sé come individui.
Alcuni dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono decisamente allarmanti. Lo stress, infatti, riguarda una grossa percentuale di lavoratori e può causare problemi e disfunzioni di varia natura: muscolari, cervicali, coliti, gastriti, dolori articolari e perfino cardiocircolatori.
“Per gestire in modo efficace lo stress, il primo passo – spiega Codispoti – è lavorare per riappropriarsi della respirazione naturale: la respirazione diaframmatica”.
Il respiro, un’azione involontaria e volontaria del corpo, è oggi sempre più accelerato dal ritmo impetuoso che la vita e il lavoro impongono, spesso nell’ambiente di lavoro le persone parlano, si muovono e vivono col fiato corto, fino ad arrivare a momenti prolungati di apnea. Questo comporta una fatica enorme da parte dell’organismo e un grandissimo spreco di energia. In questo stato le persone non possono utilizzare al meglio tutte le loro capacità, perché l’organismo si trova in uno stato di sofferenza e viene a mancare il giusto equilibrio mente-corpo”. Ma come gestire allora la velocità della vita di oggi?
Come non farsi sopraffare dai diversi impegni da conciliare? Come riuscire a dare il meglio di sé in un contesto di lavoro in cui le richieste sono sempre più pressanti e diversificate? I laboratori esperienziali, così come li ha concepiti Luciana Codispoti, offrono gli strumenti necessari per analizzare, comprendere e correggere i comportamenti scorretti e ridare alle persone le modalità necessarie per utilizzare meglio le proprie risorse e gestire più efficacemente la propria energia. Nel brief iniziale con la committenza la formatrice riconosce le esigenze specifiche del gruppo di lavoro e su questi bisogni costruisce un corso ad hoc. Totalmente calato nella concretezza di quel team. “In aula – fa sapere la Codispoti – emergono anche le esigenze diverse dei partecipanti. In questo modo focalizzo la mia attenzione anche sulle persone, non solo sul ruolo o sulla posizione che questa persona ricopre in azienda. Ogni aula è un’aula ‘nuova, diversa’, con le sue particolarità e le sue complessità. Chiaramente ci sono anche tante analogie, i bisogni sostanziali degli individui e del gruppi sono simili; cambia, nei diversi contesti organizzativi, la forma in cui si esprimono, appunto!”.

Abbattere resistenze e rigidità con l’improvvisazione teatrale
La formazione comportamentale del corso ‘prevenzione e gestione dello stress’ si pone l’obiettivo primario di riconoscere lo stress cronico che blocca le persone nell’ambito della propria capacità creativa. Uno stress in larga parte determinato dai continui cambiamenti che si susseguono senza tregua, fuori e dentro l’organizzazione, dai quali le persone si lasciano travolgere senza potere o sapere reagire. Lo stress è anche determinato dalla difficoltà presente ‘per natura’ nelle relazioni aziendali tra colleghi o tra collaboratori e capi.
La difficoltà non risiede tanto nel lavoro che le persone svolgono, ma piuttosto nel come lo svolgono. “È la relazione il nodo cruciale e l’aspetto più importante da saper gestire – sottolinea ancora la Codispoti –. Il mio lavoro ha l’obiettivo di far coesistere e valorizzare le diversità tra le persone, diversità che possono creare rigidità e resistenze oppure essere dei punti di forza. Sono convinta che siamo tutti ‘pezzi unici’. E che questa sia una ricchezza enorme, un vantaggio e non uno svantaggio. Lavoro sulla diversità giocando sull’improvvisazione, proprio come in teatro. Amo utilizzare questo metodo, perché aiuta le persone a rompere la rigidità e la tendenza a riproporre azioni, schemi e comportamenti in modo meccanico, formale, non pensato”. La natura umana infatti è flessibile per definizione; alle volte sono i contesti organizzativi ‘complicati’ più che ‘complessi’ a creare quelle rigidità che non permettono alle persone di offrire il meglio di sé. “In aula, come nella vita, sono una donna d’azione, non mi piace assecondare le lamentele di chi si arrende all’impossibilità di realizzare le proprie aspirazioni in azienda. Mi sembra necessario che ognuno riconosca la propria responsabilità nei confronti di un contesto che non si può solo ‘subire’ ma in cui si deve partecipare con il proprio contributo responsabile, da ‘attori protagonisti’. Ognuno ha la responsabilità e possibilità di partecipare alla costruzione di un contesto lavorativo migliore”.
In conclusione il messaggio di Luciana Codispoti è che dobbiamo imparare a riportare il corpo al centro del nostro lavoro. Ne beneficeranno sia il nostro lavoro che il nostro corpo. Saremo più attenti e reattivi, più intelligenti e vivaci, saremo più contenti e meno stressati, avremo più energie da spendere, saremo più coinvolti e partecipi, pronti ad adattarci flessibilmente al cambiamento continuo che è ormai condizione esistenziale piuttosto stabile.

 
 


 
 
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